Dal Monte Autore alla Valle dell’Aniene

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Il Parco dei Monti Simbruini è l’area di montagna appenninica protetta più vasta del Lazio. I rilievi con cime che arrivano anche oltre i 2000 metri, svettano su ampie valli ricche di acque, come la Valle dell’Aniene, con estese faggete ed vasti piani. Quest’ultimi, presenti nei Simbruini sono tra i più suggestivi e tra quelli che meglio evidenziano i fenomeni dell’erosione carsica superficiale dell’intero Appennino.

Percorso all mountain, scovato su www.simbruinimtb.com, allungato con la salita del m.te Autore. Sebbene l’itinerario sia un tantino impegnativo e quindi non adatto ai principianti, l’impressione percepita è che sia un percorso poco conosciuto, rispetto ai tanti altri blasonati che si snodano nei Simbruini, non perché non sia remunerativo, anzi ha l’indubbio vantaggio di presentare grandi spazi wilderness e merita in ogni modo di essere vissuto.

Il trail si presenta abbastanza variegato: discese privilegiate alle salite, quest’ultime nel complesso con pendenze mai in eccesso, ma non mancano delle brevissime cammellate. Si percorrono diversi sterrati, che si snodano in ampie zone prative, paragonabili ai trasferimenti tipici dell’enduro, che si alternano al discese (peculiarità del giro) alquanto impegnative, che danno filo da torcere a causa del fondo inconsistente, caratterizzato da pietraie, ove è richiesta un’ottima dote di galleggiamento. La distanza si può ridurre, terminando il giro a Jenne o evitando la variante sul m.te Autore (quest’ultima idea sarebbe un errore).

Partendo da Campo dell’Osso si sale al terrazzo naturale Le Vedute (1753), in cui termina la strada bianca e proseguendo a sx su sentiero ripido si raggiunge la sommità del m.te Autore (1853), dove si apre una panorama a perdita d’occhio. Si scende ora la prima discesa, difficoltosa solo nel finale, per la pendenza su fondo ghiaioso. Raggiunto il sentiero proveniente dalla SS Trinità, si ritorna verso le Vedute e oltrepassata la sella, su sentierino a saliscendi con tratti esposti si guadagna l’altura di Monnna dell’Orso (il destino costringe ad una sosta forzata, perché lo sfortunato di turno deve tornare sulle proprie tracce a recuperare le protezioni lasciate). Andando avanti su filo di cresta si costeggia il bosco ed aggirato l’arrivo degli impianti da sci, si effettua la successiva PS, questa piuttosto flow, che riconduce a Campo dell’Osso.
Proseguendo su zone prative e tratti di bosco si scende (tratto irrilevante) e superata la piana dei Fondi di Jenne, si va a ipotecare la terza PS, un po’ ardua perché si snoda nel letto di un fosso con l’alveo sconnesso e con detriti pietrosi, arrivando a fonte Canali.
Continuando a dx su sterrato si arriva a guadagnare la quarta discesa, un eccezionale single trek, compatto e scorrevole nella prima parte, poi con abbondanti ciottoli e qualche gradone nel finale. Usciti sulla strada pedemontana, la si percorre per fare quota, per poi impegnare l’ulteriore tratto di discesa che porta a Jenne.
Attraversato il centro abitato, si scende la sesta discesa, imbattendosi in un breve tratto un po’ rovinato con la presenza di rigogliose ortiche (che impone di scendere). Passando oltre, facendo attenzione a non scendere fino a valle, si devia a dx su una mulattiera, che per un bel pezzo ed in pendenza, corre parallela al fiume. In questo tratto il divertimento è assicurato, sempre che si riesca a saper fruttare la velocità, per affrontare l’abbondante pietrisco grossolano del percorso.

Giunti sulla carrabile della valle dell’Aniene, in assoluto rilassamento si rientra a Subiaco, concludendo la memorabile “enduro day“, in un’area pic-nic nei pressi della villa di Nerone, ristorandosi e assaporando una squisita birra GIANNICANION

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rigorosamente artigianale.

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