Il sentiero del Brigante (Sora – FR)

pubblicato in: Ernici, Lazio | 0

Percorso che si snoda sulle propaggini meridionali della catena degli Ernici, sotto le pendici del monte Serra Alta (1720m), scendendo lungo un suggestivo e selvaggio versante, impegnativo ma anche remunerativo, per la sua peculiare rusticità, quasi certamente non indicato ai puristi del flow.

Percorrendo varie volte la SR 82, i rilievi che sovrastano Sora, attiravano l’attenzione ad andare su per quelle montagne. Non sopportando più l’attesa, giunge l’ora di salire, quale occasione migliore, sfruttando la bella giornata dell’Immacolata, per programmare un’uscita All Mountain. In men che non si dica, ci si ritrova a Sora in sella alla bike, la traccia da percorrere è scelta dal repertorio dei Bikersorani C.A.I. MTB, tenaci Local, sempre alla ricerca dell’unicità.

Dal centro, bitumando su strade secondarie, attraversando i terreni coltivati di Sora, si sale verso la frazione di Mezzano, al nono km, la strada si inerpica, entrati nel vivo si percorre una strada forestale (sent 622) con strappi brutali e tachicardici, in compenso il fondo è ben tenuto.

Raggiunto il rifugio Trombetta, si prosegue l’ascesa, attraversando una sorprendente faggeta, con pendenza accettabile, arrivando a Monna di Rosa, dove si apre un’eccezionale panoramica che si staglia sulla piana di Sora. Più avanti abbandonando la sterrata si devia a dx sul sentiero del Brigante (traccia in sottobosco poco evidente) e raggiunta un’area prativa, una meritata pausa prima di dare inizio alle danze.

La discesa che si intraprenderà (sent 624) sarà molto grezza, con una tossicità costante, con fondo molto variabile e alcuni tratti stretti.

Da subito si scendere su sinuose ondulazioni prative, dribblando grossi massi, proseguendo si percorrono dei tornantini, più avanti ancora un tratto curvilineo più scorrevole con il fondo smosso.

Continuando a perdere quota è un serpeggiare sulle rocce, passaggi tecnici, gradoni e tornanti stretti che obbligano al nose press, dove bisogna dare il massimo rendimento.

Si riuscirà a tirare un sospiro di sollievo, molto più in basso, raggiunta l’intersezione con una grossa mulattiera a ridosso di un eterogeneo bosco con pini e cipressi. Sereni, non è un cimitero, ma è buon segno, si è salvi!

Andando avanti il sentiero si placa e concede l’armistizio, ciò non significa che le ostilità con il belligerante trail sono cessate, segue l’ultima parte molto panoramica sulla città di Sora, più flow, che invita alla velocità, dove non bisogna distrarsi, alcuni tratti esposti, alternati da tratti con fondo sassoso smosso, potrebbero riservare brutti scherzi.

Inaspettatamente un segnale di stop indica la civilizzazione ed il completamento del giro. Spossati dal trail che non ha lasciato un attimo di respiro, ma appagati si effettuano le ultime pedalate fino in centro.

Riepilogando: Trail abbastanza impegnativo, dove è richiesta una buona dose di tecnica di guida, per non corre il rischio di mettere troppo spesso i piedi a terra. L’ingresso sul sentiero nel bosco è risultato poco individuabile a cause del fogliame caduto del periodo, più avanti in alcuni tratti la traccia risultata poco evidente o esigua. Quest’ultimi inconvenienti ne aumentano la difficoltà, obbligando a tenere sotto controllo il display del GPS con più frequenza, per evitare di ritrovarsi fuori traccia, ma distogliendo lo sguardo dalla guida, riducendone la concentrazione, a scapito della sicurezza.

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