Il monte Catillo sui trail di Fonte Bologna, Roccette-Sughereta-Don Nello e Paolo Fantini (Tivoli – RM)

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L’altura calcarea del monte Catillo, con i suoi rilievi secondari, i valloncelli miniaturizzati, la rigogliosa flora nel massimo splendore in questo periodo è quel luogo che fin dalla prima volta, ti cattura con la sua bellezza. Con una quota non elevata, poco più di seicento metri, è in grado di offrire ampi panorami, ma per l’estensione contenuta del territorio, non sono molte le alternative per la mtb, questa soluzione può essere un concentrato che raggruppa tre impegnative ed interessanti discese nella Riserva.

Partendo dalla stazione ferroviaria di Tivoli si percorre il brevissimo tratto di via Quintilio Varo, e raggiunto l’ingresso dell’hotel Torre Sant’Angelo, superato il cancello in legno, stile maremmano, mettersi subito l’animo in pace, il tratto di salita non è poi molto lungo, ma ha pendenze accentuate o sei allenato sei in e-bike.

Ben presto si scollina, lasciando la sterrata, si prosegue sul sentiero per i ruderi della cisterna romana, percorrendo un bel sottobosco.

Arrivati ad intercettare la prima parte del classico percorso (sent. 330), lo si percorre verso il traliccio dell’alta tensione, 

con fondo irregolare e ostacoli che creano leggeri dislivelli positivi, segue un tratto panoramico a mezza costa con bella vista sulla valle sottostante, raggiungendo attraverso il bosco un’area prativa.

Dalla radura ci si prepara per effettuare il trail che scende verso Fonte Bologna, pochi metri in lieve dislivello, poi il

single track inizia a scendere, prima parte incassata con tornantini stretti, gradoncini e roccia, non c’è tempo di fotografare, poi un tratto finale più veloce conduce a fonte Bologna. 

Dopo questo piccolo approccio si continua su strada bianca andando nuovamente a risalire il sentiero per i ruderi della cisterna romana, pronti questa volta per scendere sulla parte opposta, dove aggirando il versante orientale di colle Piano con qualche rilancio ci si spinge sul crinale, 

per scontrarsi con l’adrenalinico tratto delle Roccette, un rock garden di degna nota, dove è assolutamente vietato

cadere! O lo aggredisci o rimani aggredito. Nel tratto flow della sughereta si recuperano un po’ di energie, per

fronteggiare il tratto finale, della Croce Don Nello, tortuoso con gradoni terrosi, un po’ insidioso e sul finire con 

passaggi esposti, fondo smosso e bella vista su Tivoli.                                                                                                 In tutta tranquillità si deve ripete la dura salita, già effettuata per raggiungere l’ingresso del sentiero Paolo Fantini,

altro impegnativo ed eccellente trail, che effettuato tempo addietro, non diede troppa soddisfazione per le condizioni non ottimali, difatti la presenza di molti cespugli di marruca (Paliurus spina-christi), una varietà di arbusto perenne molto spinoso, creò non pochi problemi al passaggio, evitando di goderne appieno le potenzialità.
Notizie da fonte sicura  Enrico Campaneli di BiciNatura, circa la risistemazione e conservazione del sentiero hanno rassicurano, per cui non si può non approfittare!

Ed ecco raggiunto il sentiero 332, dallo spiazzo erboso ci si addentra, il single track si ristringe tra la vegetazione, si

procede senza problemi, il percorso è molto pulito e ben segnalato con i segni cai bianco-rossi,

 avanzando è scalettato con roccia fissa,

lungo il percorso sono stati realizzati caratteristici manufatti con pietre a secco,

sulla parte centrale si inasprisce,poi si percorrere un breve tratto flow. In prossimità della pineta, la pendenza si accentua, ed aumenta la difficoltà per il fondo breccioso. 

Sull’ultima sessione di nuovo molta roccia fissa acuminata. 

Ci si può concedere una sosta per non perdersi lo scorcio della cascata, 

poi concludendo si slalomeggia su tornantini stretti arricchiti da roccia smossa e gradoni.

Giro perfetto! Dipende ovviamente dai punti di vista!

Sintetizzando: percorso tecnicamente molto impegnativo, che si snoda completamente sull’area protetta del Catillo, con i suoi boschi spettacolari, regala panorami stupendi sulla valle dell’Aniene e su Tivoli, l’antica città Latina con il nome Tibur. Salita iniziale dura da ripetere due volte, è un must di adrenalina, sono richieste buone capacità tecniche di guida, nei tratti impegnativi, non vi sono opportunità di variante, non si accettano compromessi, da affrontare consapevoli delle difficoltà e dei rischi a cui si va in contro, altrimenti meglio evitare.
Per chi è avvezzo ed ha buone attitudini sui rok-garden e sul grezzo scassato, consente di dare libero sfogo.

 

 

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