Vado di Corno – Isola del Gran Sasso (AQ)

Vado di Corno, l’antico valico utilizzato come via di collegamento tra Isola del Gran Sasso ed i paesi della Valle del Vomano, può essere una valida alternativa alla più ben nota e fattibile traversata del G. S. che si effettua per la Val Maone. Il trail che scende sul versante teramano, risulta più breve, ma molto più tecnico, con una prima parte mai banale. Il tour inizia da Campo Imperatore, è prassi salire a monte Aquila per poi raggiungere Vado di Corno. Ma vuoi perché si è appena passati di là, vuoi per le condizioni meteo non eccellenti, che concedono una breve tregua, poiché è previsto un temporale per la tarda mattinata, non c’è proprio voglia di rischiare e si punta diretti al valico.

Da Fonte Cerreto in funivia, raggiunto Campo Imperatore, in campo aperto, si scende verso la piana, andando ad  intercettare lo sterrato, che in breve risale al valico. Benché attraversato solo pochi giorni fa, arrivando dal basso la bianchissima fenditura fa un effetto diverso, mette tensione. Sul punto di passaggio tra i due versanti, la vista che spazia sulla parte sud-orientale del Gran Sasso con il Paretonedel Corno Grande, dà una carica di adrenalina sufficiente da far mollare i freni. La discesa inizia piuttosto ostile: esposta, scoscesa, con fondo ghiaioso smosso, con un susseguirsi di rock garden e gradini rocciosi, niente male!

Poi sempre su ghiaia segue un tratto tecnico e tortuoso dove pare di sprofondare, risucchiati in un vortice di tornantini

che regalano visuali sempre più ampie. Uno straordinario inizio ignorante.Superando un  bivio si entra nel bosco il sentiero diventa più generoso, tutto guidato su tornantini, ad animare la discesa ci pensa un enorme masso, franato sul percorso.Il fondo del trail sempre breccioso con rocce smosse si compatta e si alterna a tratti scivolosi con spessi strati di foglie umide, che cedono posto ad altro fondo smosso a ritmo di noss press.Su una larga mulattiera raggiunta una cabina di captazione dell’acqua, si prosegue su sterrato, affiancando ilcanale di gronda. Molto avanti, con facilita si supera una prima ostruzione di alberi abbattuti da una slavina, ma il

successivo fronte valangoso, la cui portata è ben maggiore, per essere superato, obbliga a tagliare e scendere nel bosco a vista, con tratti a spinta. Cercando di non allontanarci troppo dalla traccia gps originale, dopo circa un km, incorrispondenza di una radura si intercetta una sterrata, che ricollegandosi alla traccia originale, prosegue fino al paese di San Piero.  Attraversato il borgo, in prossimità della chiesetta, si stacca una vecchia mulattiera alquanto nervosa,  dopo averla percorsa con un ultimo tratto in asfalto si arriva ad Isola del Gran Sasso.

Giornata di quelle che difficilmente si dimenticano, ambiente suggestivo, giro breve e intenso, impegnativa la prima parte, dal valico su forti pendenze, si scende su sentiero ghiaioso, con rock garden e tanti stretti tornanti; il tratto nel bosco risulta meno difficoltoso, ma la pendenza dei tornanti è sempre accentuata; a valle tratto freeride, per aggirare il fronte delle slavine, poi tratti di strada bianca e mulattiera.

Per la cronaca le condizioni meteo a Isola del Gran Sasso erano in peggioramento, all’uscita della galleria del traforo il nubifragio. Previsioni azzeccate.

 

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