L’ultimo dell’anno sul monte Catillo

pubblicato in: Lazio, monti Tiburtini | 0

Condizioni ideali del terreno, clima invernale confortante, la scimmia che assale, Tivoli location tralasciata da tempo è a portata di mano, è l’occasione migliore per ripercorrere i trails della Riserva del Catillo, che in combinazione con i caratteristici scorci sono la cornice ideale per salutare il 2018.

Passiamo all’azione, dal parcheggio della stazione di Tivoli la salita in asfalto verso San Polo dei Cavalieri, prepara i polmoni per l’iper ripida virata, sulla cementata. Dal casolare diroccato, una larga mulattiera conduce allo strappo deltraliccio dell’alta tensione e raggiunta la radura, si avanza su sentiero scorrevole. Un gradone e un svariate radici,ricordano che siamo sul monte Catillo, poi proseguendo a mezza costa sul versante opposto, un lungo tratto di rilancioche affacciandosi sulla sottostante Valle dell’Aniene, offre interessanti prospettive, con una prima parte tecnica, alternata al flow si giunge a Colle Piano. Si calzano le protezioni, inizia la tecnica sezione delle Roccette, si scende su una lieve traccia, serrata da rocce fisse, che via via scompare, restano solo affioranti pietre acuminate e taglientisempre più impervie ed insidiose, dove si ha poco margine di errore, individuare velocemente la linea da seguire, fa la differenza ed evita di fermarsi. Al cancelletto di legno termina il funambolico tratto, cala la tensione, o si è euforici o si rimpiange la scelta, cosa certa è difficile gioire la prima volta. Si attraversa il veloce tratto della Sughereta,avvicinandosi al sentiero natura Don Nello, che continua tortuoso, su buona pendenza, con drop naturali, rocce e ghiaione, tornando a richiedere un po’ di tecnica. Nel mentre si para il sipario con il centro storico di Tivoli, occorreconcentrarsi per affrontare e superare il possente masso roccioso, poi a seguire il tratto esposto porta fuori dal trail. Inizia adesso la seconda impegnativa salita del percorso, alla volta del Fantini. Sul piano erboso, sotto il monteSterparo l’ingresso tra gli ulivi seguito da un tratto terroso semipianeggiante, con roccette è alquanto distensivo, rapidamente si giunge su un bel grezzume di rocce. Superato un gradone, un tratto scorrevole, serpeggiando su fondo breccioso, si arriva al successivo aspro tratto, con substrato roccioso molto vario, reso insidiose da ciuffi dierba. Merita una sosta la scenografia vista sulla cascata di Tivoli, per dilungarsi poi nella pineta dove tra smosso e curve strette si possono eseguire manovra di nose press. Come al solito tutte le cose belle finiscono sempre troppo presto. Viene voglia di prolungare il giro su una delle linee del TTC di colle Ripoli, ma occorre partecipare ai preparativi del fatidico cenone di fine anno! Happy New Year!!!

Sintetizzando: due salite molto ripide, cementata per le Roccette e sterrata per il Fantini, la varietà delle zone attraversate, tratti  flow intervallati da sezioni rocciose molto tecniche, radici, tratti guidati e rilanci tecnici, ne fanno un percorso, per cultori dei natural trails.

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