Epic trail, sulle Creste del Guadagnolo (Capranica Prenestina)

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Con l’emergenza Covid-19, il lungo periodo di lockdown, non ci vuole molto per far sì che un trail sia epico, è sufficiente questo piccolo spiraglio di luce, che ci  concede di poter tornare a pedalare (9 maggio ’20). Nonostante ciò, il percorso sui pendii del Guadagnolo che digradano verso Capranica Prenestina, snodandosi in un continuo avvicendamento di ambienti: pareti di roccia, zone prative, sassose, boschi di querce e pinete, è degno di nota e non affatto scontato.   

Il sentiero delle Creste, parte poco lontano dalla piazzetta del paese, dove inizia a salire gradevolmente, fin da subito sialternano passaggi rocciosi mai impossibili, che lasciano subito intendere quanto spassoso sarà il giro. Su una ragguardevole appettata si arriva alla Gola del Diavolo, una scenografica fenditura rocciosa posta sotto l’altura delPratocollo, la bizzarra conformazione rocciosa dà la possibilità di provare vari passaggi trialistici. Proseguendo ci si imbatte in altri passaggi sconnessi, gradini rocciosi, su un profilo altimetrico che inizia ad animarsi con saliscendi. Ci si inerpica su un bel fondo compatto,poi si torna a scendere e si risale verso monte Calo.Dalla cima si scende nella sottostante valletta, si tocca l’asfalto per poi rientrare sul sentiero verso colle Scansasacchi,per togliersi lo sfizio ci si arrampica a spinta, su un’altra altura laterale e scesi freeride, si punta diretti sul tetto dei Prenestini, il piccolo centro di Guadagnolo, giro di boa dell’itinerario. Breve sosta, poi oltrepassata la ringhiera dei giardini, si prosegue sotto la Mora di Guadagnolo, un magnifico sentiero che passa sotto le falesie di arrampicata.Superati dei passaggi rocciosi,il trail repentinamente cala giù per svariati metri ed è necessario passarsi le bici. Costeggiata l’ultima parte dellefalesie, si scende su pendenza accentuata, lungo una tortuosa linea con sgarrupo finale.Dopo un breve tratto asfaltato si riprendere in salita, il sentiero terroso risulta impegnativo per via delle rocce sparse, poi segue sinuoso e ondulato tra colle Scansasacchi e colle Casaletti. Sulla parte discendente, il trail è molto rocciosoe ricco di passaggi trialistici. Attraversata la strada si risale su un bel fondo compatto, all’intersezione si devia a sx per la Mola Bossi, prima su larga mulattiera a tratti sgarrupata, poi su pista erbosa, dove sulla moltitudine di conformazionirocciose, imperdibili sono i tanti passaggi trialistici che si possono eseguire. La corsa tra ampie vedute panoramiche, continua su mulattiera a tratti lastricata a tratti smossa ed in prossimità dei vasconi sopra il rifugio della Mola Bossi,attraversato un rigagnolo d’acqua, si devia per risalire sul sentiero 511, tratto a spinta fino alla sella per via delle rocce (una vera e propria manna in senso opposto) Dal valichetto a mezzacosta, su sentierino stretto, ondulato con rocce che limitano la scorrevolezza si è di nuovo alla gola del Diavolo. Ripercorrendo a ritroso lo stesso percorso, in pocopiù di un batter d’occhio si è a Capranica Prenestina.

Sintetizzando: territorio poco frequentato se non dai trekkers, nonostante dislivello e lunghezza non rilevanti, l’utilizzo di un eBike è la scelta migliore per goderselo nella sua integrità. I variegati single track, caratterizzati dai numerosissimi passaggi tecnici su rocce, le mulattiere aspre, scassate allo stato naturale, le cospicue ed interessanti sequenze di saliscendi, alcuni punti poco ciclabili, richiedono una buona padronanza del mezzo.

 

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