Il monte Faito vs Vallapietra

pubblicato in: Lazio, Simbruini | 0

Il monte Faito, un angolo nascosto e poco frequento dei Simbruini, si può definire un plateau, divide i paesi di Vallepietra e Trevi nel Lazio, domina la valle del Simbrivio e dell’Aniene, si estende in mezzo ad una natura solitaria e severa, meta perfetta per un giro wild. Con queste caratteristiche non resta che andare alla scoperta di un habitat semplicemente unico.

L’itinerario inizia sulla SP 28 nei pressi del ponte delle Tartare, percorrendo via dei Forestieri, si aggira il paese di Trevi nel Lazio, arroccato su di un colle, raggiungendo Fonte Suria. Continuando su tratto cementato e sterrato si arriva inlocalità Le Fontane e ci si immette sul sentiero per valle del Fosso Colloprani. Il trail sale tortuoso con sottofondoirregolare, con alcuni tratti da fare a spinta. Andando avanti, questi si riducono ed è una gran figata, meglio del previsto, per superare le asperità è richiesto quel pizzico di impegno in più, che rende la salita molto spassosa.Scollinando si è convinti di essere arrivati, in realtà manca ancora un buon tratto di saliscendi dove è facile perdersinell’intrigo di piccole valli nascoste e faggete secolari, poi in lontananza spunta il Rifugio del Faito. Pausa d’obbligoper godersi l’oasi di tranquillità. Fatto il pieno di energia, ci si tuffa verso la discesa, che si snoda sinuosa su percorso flow, raggiunto un brevissimo tratto fatto a spinta, si percorre una parte naturale con molte rocce fisse, per poi tornare

ad essere scorrevole. Il trail inizia a vivacizzarsi, ristringendosi, con passaggi rocciosi e vari gradoni.Virando nettamente si giunge sul panoramico sperone roccioso della Morra Rossa, il percorso è movimentare daqualche dosso, altri gradoni, con aggiunta una serie di tornantini. Si alterna un’insolita sezione giocosa di flow, caratterizzata dalla presenza di rocce fisse, ravvicinate tra loro, quasi posizionate ad arte, che riducono lo spazio di passaggio rallentando la corsa e per evitare di essere urtate con il deragliatore, impongono il sollevamento della ruota posteriore per correggere la traiettoria. Un rilancio roccioso non proprio banale, un falsopiano e non ci si fa mancare un po’ di smosso,  una deliziosa doppia curva rocciosa  e in aggiunta una chicca,

il single track muta radicalmente trasformandosi in una tortuosa linea dal fondo ricoperto di sedimenti rocciosi calcarei,che termina su un sito, verosimilmente di una vecchia cava, alle porte di Vallepietra, che offre infinite possibilità dicimentarsi su passaggi trialistici più o meno semplici. Attraversato il borgo medievale, si costeggia il torrennte Simbrivio per un breve tratto, poi in asfalto si rientra al punto di partenza.

Sintetizzando: tour avventuroso, dove le possibilità di perdere il sentiero non sono remote, salita tosta  su fondo tecnico, con mtb assistita, rimane fattibile ed amplifica il concetto di riding; single track di discesa molto vario, con un inizio flow, continua snodandosi con una combinazione di difficoltà sempre in accrescimento, mai esasperate, ma molto interessanti, che ci proiettano sul borgo medievale di Vallepietra.

 

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